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Autocensura: morti per le guerre 180 mila l’anno, per l’inquinamento 3,7 milioni

Pubblicato lunedì 07 dicembre 2015 alle 12:24:54 - By Jacopo Fo

A proposito del silenzio dei media su alcune questioni che riguardano l’ecologia e tutto il resto.

 

Come mai si parla così poco del  dramma dell’inquinamento? C’è una serie di argomenti che è buona educazione non affrontare… Cose che non è il caso di dire sull’ecologia, su Berlusconi, su Renzi, sulla guerra e sul sesso. L’inquinamento delle metropoli è un dramma che uccide ogni anno 20 volte di più di tutte le guerre e gli attentati terroristici messi assieme.

 

Questa guerra ai polmoni della gente colpisce l’Italia più degli altri paesi europei: la pianura padana è un disastro nonostante recentemente ci sia stato un lieve miglioramento, ogni anno muoiono prematuramente più di 30 mila persone. Il che vuol dire che il numero dei morti inquinati è addirittura 60 volte quello di tutti gli omicidi perpetrati in Italia, da mafiosi, pazzi  criminali comuni (nel 2014 gli omicide sono stati 468). Ma lo spazio che i media dedicano ai morti per inquinamento è 6 mila volte meno rispetto a quello dedicato agli omicidi.

 

Che i media ne parlino poco si può capire, che ne parlino poco gli ecologisti invece appare assurdo. Perché il numero dei morti per inquinamento non è tra i temi preferiti degli ecologisti?
Perché è un tema fastidioso. Si incazzano i sindaci e si incazzano pure gli inquinati… Ma io credo che il dovere degli intellettuali sia anche quello di raccontare cose scomode.
Ci sono intellettuali che leccano tutti i culi possibili e intellettuali che adorano raccontare la verità. Ma esiste anche una terza categoria di intellettuali, estremamente numerosa: i bene educati. Essi non mentono, semplicemente non la dicono tutta.

 

Bruno Vespa sicuramente guadagna potere e soldi osannando i presidenti di turno ed esercitando l’antica arte del voltagabbana.
Ma lui almeno lo fa a viso aperto. E se vogliamo fornisce un servizio culturale: ascolti cosa dice e sai esattamente cosa il potente di turno vuole farti credere.


Trovo molto più spregevoli e oserei dire anche un po’ disgustosi, quelli che si dichiarano acerrimi paladini dell’ambiente, nemici di B, Renzi e le lobby criminali e paracriminali e ovviamente anche pacifisti, femministi, antirazzisti… Ma mai, in nessun caso, commettono l’errore di dire qualche cosa che per i potenti è intollerabile.

 

Così si prendono gli applausi dei progressisti, a volte riescono perfino a passare per eroi dell’informazione indipendente ma non perdono mai il contratto Rai, la promozione sui giornali che contano, la collaborazione con case editrici importanti e rinomate università. Potere e soldi.

 

Nella mia lunga e fortunata vita mi sono concesso il lusso di scoreggiare in faccia ai potenti. Non credo sia stato eroismo, essendo figlio di papà e di cotanta mamma me lo sono potuto permettere. Comunque ho sperimentato la rapidità e la ferocia della reazione del sistema agli atti di insubordinazione culturale. E credo sia utile raccontarti che cosa ho imparato a proposito della sottile linea rossa che separa un oppositore ben educato da uno che va punito. Ecco quindi una breve sintesi su cosa si può dire e cosa non si può dire nel meraviglioso mondo dei culi molli.

 

Restando nel campo dell’ecologia puoi parlare quanto vuoi del cambiamento climatico, perché i colpevoli non si capisce bene chi sono… le lobby… i politici…
Inoltre oggi, dopo che il bubbone è scoppiato, si può imprecare contro l’orrore di Taranto. Ma non devi per nessun motivo parlare di Aversa, e se dici che c’è il doppio della diossina che c’era a Seveso e quindi tutta l’area va evacuata sei un maleducato e ti tolgono l’audio al microfono e poi non ti fanno più recensioni. E qual è il punto sotto la cintura di B. che non devi colpire mai?

 

Riflettete su quante terribili accuse sono state mosse all’ex Cavaliere. Ma c’è una cosa che avete sentito solo raramente sussurrare. Eppure avrebbe fatto inorridire i suoi elettori benpensanti, avrebbe fatto insorgere i vescovi, avrebbe scatenato crisi isteriche nelle persone per bene: Mediaset vende pornografia sulle sue reti a pagamento: sodomia, omosessualità, stupri. Ma quale leader politico di destra potrebbe sopravvivere a questa infamante verità?

 

E perché così pochi si sono ricordati di dire che la Mondandori ha quote rilevanti di un casinò on-line? Pornografia e gioco d’azzardo arricchiscono il grazioso mondo di B. parlarne è proprio da maleducati.

Jacopo Fo

 

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