Quotidiano Multimediale Interattivo di Satira politica e di costume. Registrazione Tribunale di Rimini N.4 del 20 maggio 2014. Direttore responsabile: Romano Garofalo - venerdì 24 maggio 2019
Sommario
Animation Cartoon Collage

News

DONNE DU DU DU di Pietro Vanessi & Lucilla Masini

Sabato 26 novembre • ore 19, Pietro Vanessi & Lucilla Masini presentano: "Donne...

22 nov 2016 Leggi tutto >

Satirichinson

  E' uscito il libro SATIRICHINSON di Mario Airaghi con la saga dei personaggi dalle...

14 nov 2016 Leggi tutto >

L'Italia in satira, dagli anni '70 ai giorni nostri - Roma - Luglio 2016

Per tutto il mese di Luglio si terrà presso la Biblioteca Marconi di...

23 giu 2016 Leggi tutto >

Concorso internazionale di satira disegnata a partecipazione gratuita.

Concorso internazionale di satira disegnata a partecipazione gratuita.  BANDO DI CONCORSO...

04 mag 2016 Leggi tutto >
Bem Calavera - Grafico, illustratore, web designer

USA and getta.

Pubblicato venerdì 17 giugno 2016 alle 15:12:49 - By Lorenzo Zaccaria

Donald Trump...

 

Vignetta di Lorenzo Zaccaria

 

Donald J. Trump sta alla politica come la pizza con sopra le patatine fritte sta a Napoli. Eppure al giorno d'oggi un sacco di adolescenti prediligono la pizza con le patatine rischiando un linciaggio ogni volta che mettono piede in Campania.

 
Donald J. Trump sta all'economia come un fan di Renato Carosone sta ad un concerto di Fedez.

 
Donald J. Trump ha conoscenze di diritto, tattica militare, diplomazia, quanto ne ha Fabrizio Corona di filologia e critica dantesca.

 
Però nessuno chiede a Fabrizio Corona un'edizione commentata della Commedia o una collaborazione Carosone-Fedez mentre un sacco di Americani chiedono a Donald Trump di entrare nello studio ovale.

 
 Il perché è una bella domanda che non dovrebbe essere sviata per snobismo dando degli ignoranti a tutto il suo elettorato (sebbene possano rappresentarne una considerevole parte).

 
Noi italiani siamo abituati a pensare che qua a casa vada tutto a rotoli mentre l'orto del vicino sia sempre verde e rigoglioso; ebbene questa è la prova che non è così. Ognuno ha un proprio bambino capriccioso che piange perché si è stufato del suo giocattolo e ne vuole uno nuovo e gli Stati Uniti hanno partorito Trump.

 
Lui si potrebbe considerare il leader di quella gang di bambocci viziati. Gente che sfrutta la disperazione del mondo causata da anni di delusioni e disagi. Una delusione che ha portato ad una sciagurata leggerezza: sottovalutare il potere distruttivo dell'ipocrisia di un candidato, estasiati come falene dalla luce della sua forza comunicativa.

 
Donald J. Trump non è politica, non è economia, non è legge civile né marziale, non è compromesso né dialettica; in altre parole, Donald J. Trump non è la democrazia.

 
Forse Trump non arriverà alla casa bianca ma questo non rende il fenomeno meno importante. I valori che la gente cerca nei propri candidati sono cambiati ed egli ne è il simbolo.Il problema è che, seppur sia vero che egli sia la novità e che non abbia nulla a che fare con la vecchia classe dirigente, "the Donald", anziché riparare la falla, promette di far affondare definitivamente la nave.


Lorenzo Zaccaria

I vostri commenti...

Postato da einrix :: venerdì, 17 giugno 2016 - 20:06:45

In comune con Berlusconi ha che sono entrambi dei palazzinari. Quello che non si capisce è il motivo per cui è entrato in politica. Il nostro voleva evitare di far la fine di Gardini, e appena c'è riuscito, il profumo del potere gli ha dato alla testa. Se riuscisse a dar discredito agli USA tanto quanto Berlusconi ne ha dato all'Italia, andrebbe quasi quasi fatto un pensierino. Poi penso ad Obama, agli americani che lo hanno votato, e lascio perdere il cinismo per abbracciare una più più bella e sana speranza... nonostante Clinton in versione femminile.La cui versione maschile è poi quello che ha aperto la diga ai derivati che quasi ci hanno sommerso.

Rispondi al commento >

Lascia un commento





Trascina per confermare!