Quotidiano Multimediale Interattivo di Satira politica e di costume. Registrazione Tribunale di Rimini N.4 del 20 maggio 2014. Direttore responsabile: Romano Garofalo - sabato 23 gennaio 2021
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Claudio Scajola: un arresto “a sua insaputa”…

Pubblicato giovedì 08 maggio 2014 alle 16:21:17 - By Romano Garofalo

 

 

Vignetta di Andrea Bersani

 

L’ex ministro Claudio Scajola, è stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacesa, noto imprenditore reggino, ex-parlamentare del PDL, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
 
Siamo in grado di documentarvi il breve ma concitato colloquio avvenuto in un albergo della Capitale, tra Scajola e un funzionario della D.I.A.
 
Funzionario: Signor ministro, le comunico che lei è in arresto.
 
Scajola si guarda intorno, gira la testa ora a destra, ora a sinistra e, con un certo stupore, si accorge che intorno a lui non c’è nessuno. 
 
Scajola: Chi, io?...
 
Funzionario: certamente, onorevole, proprio lei. La Procura l’accusa di aver favorito la latitanza di un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
 
L’ex ministro tenta subito una serrata difesa ricorrendo ad un raffinato sillogismo: veramente, io non l’ho mai saputo e, se non lo so, discende che, secondo la dottrina aristotelica, il fatto non esiste, perché è reale solo ciò che si conosce, ma io non conosco il favoreggiamento avvenuto a mia insaputa, per cui ne discende che l’ipotesi di reato non sussiste.
 
Il funzionario della D.I.A. non si lascia sedurre dalla dotta disquisizione, e neppure dal ricorso alle teorie filosofiche del greco Aristotele, tira fuori un paio di manette, le chiude ai polsi dell’ex-onorevole del PDL e lo arresta.
 
Scajola si lascia ammanettare di buon grado, convinto com’è che, secondo Aristotele, le manette non esistono perché lui non ne è a conoscenza e, quindi, non rappresentano la realtà, ma una semplice rappresentazione illusoria, in quanto sono a sua insaputa.
 
Ora si trova a Regina Coeli, sempre a sua insaputa, e spiega ai suoi compagni di cella come sia  possibile entrare in possesso di un lussuoso appartamento vista Colosseo, senza sborsare un euro, e a loro insaputa, suscitando, com’ era prevedibile, grande interesse: non c’è detenuto che non rivendichi la proprietà di qualche appartamento che gli è stato comperato “a sua insaputa”…
 

Berlusconi si è dimostrato estremamente dispiaciuto e ha detto che si recherà al più presto a trovare il sodale Claudio per una amichevole rimpatriata...(r.g.)

 

 

Vignetta di Angelo Siviglia

 

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