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E dopo l’abolizione delle provincie, aboliremo…i provinciali

Pubblicato venerdì 28 marzo 2014 alle 20:53:43 - By Romano Garofalo

 

Vignetta di Mario Airaghi

 

Sembra che ormai il nostro Matteo Renzi sia lanciato non solo nella riforma dello stato, ma anche nelle “citazioni storiche”. Sulla traccia del Marchese Massimo d’Azeglio che, al tempo del Risorgimento italiano, pronunciò la frase passata alla storia:” L’Italia è fatta, ora dobbiamo fare gli Italiani.” Sembra che il Premier, sull’onda dell’entusiasmo per l’abolizione delle provincie, abbia esclamato: “Le Provincie sono state abolite, ora aboliamo i Provinciali”.


Già, ma superare le resistenze di chi crede che “piccolo è bello”, non è cosa facile. Oggi, infatti, assistiamo a spinte centrifughe, e non solo in Italia. Il Veneto vuole staccarsi dall’Italia, la Lombardia sembra sia sulla stessa strada, se fosse per Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, non solo le regioni, ma anche le provincie, i comuni, i borghi, dovrebbero secedere e diventare autonomi. Ci si è messa anche l’intellighenzia dei Cinquestelle che non distingue bene tra “conciso e circonciso”, ma è attiva in quest’opera disgregatrice dell’unità nazionale.


A nessuno di costoro, dalla mentalità da bottegaio, solo preoccupato del proprio portafoglio, viene in mente che, se abbiamo goduto di 60 e più anni di pace, lo si deve anche all’Unione Europea che, pur con tutti gli errori e i ritardi, ha contribuito ad avvicinare i popoli e le persone…


Per cui, caro Matteo, forse fare gli italiani è stato molto più facile…(r.g.)

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