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Fuori dai cassetti: “Veltroni, Muccino, Salvi e lo spirito del tempo”

Pubblicato sabato 31 maggio 2014 alle 16:20:55 - By Paolo Bianchi

 

 

Per scrivere un romanzo oggi non c’è più bisogno di essere scrittori. Basta, anzi è meglio, essere attori, cantanti, mezzibusti, sindaci di metropoli, ballerine. A sbirciare all’orizzonte delle novità editoriali, lo si capisce benissimo. Prendiamo la casa editrice Rizzoli, ma è solo per motivi di spazio se non tiriamo in ballo anche, per esempio, la Mondadori.
 
Doloroso. Per scrivere un romanzo bisogna essere il sindaco di Roma Walter Veltroni. Del resto un po’ tutti ce lo chiedevamo: ma quando si decide, l’ex vice presidente del Consiglio a regalarci un bel romanzo tutto intero? Va bene i saggi – intervista, bene le biografie dei musicisti jazz, benissimo i racconti argentini piaciuti a tutta la sinistra e in particolare allo scrittore Ugo Riccarelli, premiatissimo anche lui, ma il romanzo suvvia, il romanzo, quanto voleva farcelo aspettare ancora? E così, a settembre, esce La scoperta dell’alba, il ritorno di un quarantenne sul luogo di una ferita mai emarginata; “Una dolorosa immersione nella storia insanguinata degli anni di piombo”. Ma anche “un’appassionata dichiarazione di amore e di fede nel potere unico della letteratura e dell’invenzione fantastica”. E vedrete, sentirete, a settembre – ottobre, gli elogi, le trombette…
 
Inaspettato. Per scrivere un romanzo bisogna essere l’attore Silvio Muccino. Ma ti pareva che lui, a ben 24 anni, potesse lasciarci senza un romanzo? Vi sembrava giusto che si limitasse a recitare con Carlo Verdone in un film sulla storia di un padre, un figlio e un telefono Vodafone, film distribuito in mille sale italiane, cosicché anche i gatti non potessero fare a meno di dare un’occhiatina? Vi sembrava umano che lui lavorasse con il fratello Gabriele e basta? Vi sembrava pietoso che egli ci martellasse con gli spot del suddetto telefonino? No, non lo era. E allora ecco in arrivo, subito dopo l’estate Vodafone, Parlami d’amore, romanzone “esagerato, travolgente, inaspettato. Come l’amore”. Ohibò. Strano che insieme al popolare attore romano ci sia una sceneggiatrice un poco più agée, Carla Vangelista. Che vogliano trarne un film? Ma come ha potuto, il simpatico interprete, non scriverlo tutto da solo, questo romanzone?
 
Potente. Per scrivere un romanzo bisogna essere l’attore televisivo comico demenziale Salvi Francesco. “Perbacco, è andata bene a quel gigione di Faletti e non deve andare bene anche a me?” si sarà chiesto l’ex cabarettista, spargendo sudore sul manoscritto di Zeitgeist, “thriller potente e ambizioso”. Pensate, il protagonista della vicenda si chiama Francesco Salvi, come l’autore, e come lui e’ architetto e autore televisivo. Altro che Kafka. Bello, però, il titolo. In effetti non è questo lo “spirito del tempo”? 
 
A nessuno il suo mestiere, e che Dio ce la mandi buona.
 
Paolo Bianchi (7 luglio 2006)
 

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