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IL GIRO DEL MONDO CON UNA GAMBA

Pubblicato sabato 27 gennaio 2018 alle 13:24:30 - By Jorge Canifa Alves

 IL GIRO DEL MONDO CON UNA GAMBA

 

La tartaruga mi svegliò, improvvisamente, da un sonno profondo.
Stava camminando sull'autostrada di libri che correva sulla mia testa, quando aveva messo male una zampa (tra uno spazio vuoto presente tra un Visconti Dimezzato e un Cavaliere Inesistente) e non trovando più il giusto equilibrio era scivolata finendo di cadermi in testa, fin dentro i miei sogni.


Fortunatamente non era molto pesante, più che altro fu lo spavento e non il dolore a farmi scattare su di colpo. Al principio non avevo capito cosa fosse successo, dopo poco, però, mi sono ritrovato qualcosa che si agitava sotto il peso della mia schiena, la Vecchia Morla, la mia tartaruga.


Non le era successo niente, la presi da sotto la montagna del mio fisico e me la sbaciucchiai tutta mentre trovavo l'attimo prezioso per immortalare il momento nel primo serfie della giornata... esattamente un secondo prima che la sveglia lanciasse il suo richiamo alla vita.


Gesto automatico: sveglia suona, sveglia spenta, lenzuola al vento, piedi dentro le ciabatte e salto in bagn... muso spiaccicato sul pavimento, tanto per uscire dall'automatismo delle azioni.
Cosa era successo?


Il piede sinistro aveva trovato la ciabatta, mentre il destro no! Meglio, la ciabatta era al suo posto e non aveva trovato, lei, il piede destro.
Scomparso.


La Vecchia Morla era rimasta mezz'ora sul cuscino a guardarmi mentre io cercavo ovunque, nella stanza, la mia gamba, sparita così, d'emblée, in una notte.
Sotto le lenzuola, niente!
Sotto il letto, niente!
Nell'armadio, nei cassetti, nel cestino della carta, niente!


Sparita, allo stesso modo di come si era volatilizzata nel nulla il Thesaurus Litterarum, qualche giorno prima ma... poi lo avevo ritrovato... era al suo posto, nello zaino, dove eppure avevo cercato... ma una gamba, vogliamo parlare di come si possa perdere una gamba così ad ex abrupto? Non può, è impensabile, non può rendersi indipendente dal resto del corpo! No! Noo?


Comunque stessero le così, certo era che, dovevo ritrovarla, altrimenti come andavo a scuola... andare a scuola, già... la voce di mia madre, ogni cinque minuti, penetrando attraverso le pareti della mia stanza, mi ricordava che dovevo uscire, dovevo andare a scuola, era tardi.


La Vecchia Morla continuava a guardarmi attonita.
Non è che te la sei mangiata tu?... … naaaaa... sei erbivora.
E se, per sbaglio, tua madre l'avesse messo in lavatrice?


Da quando la Vecchia Morla parlava? Aaah, no, no... ero io a pensare ad alta voce e trasformai il pensiero in una richiesta diretta a mia madre.


Non essere sciocco!  -  Fece lei aprendo, improvvisamente, la porta della mia stanza. Poi vedendomi seduto sul letto sconsolato, con un sorriso mi rispose di non preoccuparmi e, semmai di sentire il mio amico Fabrizio che mi aveva riportato a casa la sera prima. Probabilmente mi aveva fatto uno scherzo. Poi entrò mi bacio sulla guancia e scappò al lavoro, aggiunse.


Bella zi! … … Ma non mi rompere con queste stronzate... oggi è il mio giorno... sempre se Stefania si mette con me, eh! … Poi ti faccio sapere... Senti, per quella stronzata lì prova su qualche motore di ricerca, non si sa mai, magari riesci a trovarla!
Gli amici!
Alle volte non ti danno l'attenzione giusta che richiedi, che vorresti.
Le amiche!
Loro sì! Per natura sono più sensibili e attente a questioni delicate... come questa!


Che hai perso? Una gamba? E io che dovrei dire, allora, che questa mattina ho perso la connessione per dieci minuti? Io dovrei lamentami, non tu... dài! Prova su Google!
Vabbé, vada per il motore di ricerca. Ma cosa cerco? Gamba persa? 
E, come aveva anticipato la Vecchia Morla, trovai solo protesi, ma... io volevo la mia vecchia gamba, quella in carne e ossa quella che... quella che... quella che:
Ma vaffanculo! Quella che ad ex abrupto mi ha lasciato, senza lasciare alcuna traccia di sé.


Se ha voluto abbandonare il resto del corpo avrà avuto le sue buone ragioni, no?
Certo Vecchia Morla! E sai cosa ti dico? E chissenefregaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! Posso farcela anche senza di lei. Sono ugualmente io. E posso farcela, sicuramente. 
Detto questo mi vestii di tutta fretta. Calzai il mio sinistro solitario, ritornai al PC e googlai: percorso migliore giro del mondo con una sola gamba.
 

Il mondo era fatto di persone straordinarie che avevano compiuto imprese uniche nonostante mancasse loro una gamba: Bruzzone, Rosa, Cimmino, Pusateri, Tomaselli, Sasso... chi il giro del mondo, chi arrampicate, chi traversate oceaniche, chi... tutti con una gamba in meno. Ed erano solo alcuni degli esempi di chi aveva compiuto imprese straordinarie con una gamba e poi... poi passato il momento notizia, il momento sensazionale, erano ritornati nella polvere. E' una società bigotta e stronza la nostra. Dobbiamo essere perfetti, a tutti i costi, per entrare tra le grazie della nostra signora Società.


A me non importa, io voglio essere me stesso, fare qualcosa di epico per me. Cos'è un uomo senza una gamba d'altronde? E' sempre un uomo.
E uscii di corsa, con il mio zaino vuoto sulle spalle, sicuro di riempirlo strada facendo e con la Vecchia Morla sotto il braccio.


Oggi, a distanza di un tempo indefinito.


Al momento io e la Vecchia Morla abbiamo girato tre quarti del pianeta. Abbiamo incontrato persone, con una gamba sola, senza gambe, con un braccio solo, senza braccia, senza arti ma con un'energia stratosferica e che ci hanno dato molto, ma molto di più di quelle persone che si definiscono “normali”. 
Della mia gamba neanche l'ombra ma... è anche vero che non la stiamo cercando!


Jorge Canifa Alves

 

 

Vignette di Alessandro Hobbs Niccolai

 

 

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