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Beppe Grillo, uno storico all’avanguardia…

Pubblicato lunedì 24 marzo 2014 alle 21:23:04 - By Romano Garofalo

 

Vignetta di Mario Airaghi

 

Beppe Grillo è un uomo dalle infinite risorse. Comico, politico, ed ora anche storico. Dopo aver reinterpretato la cronaca recente relativa ai rapporti tra Enrico Letta e Pierluigi Bersani, sembra stia ridisegnando, sull’onda del moderno revisionismo storico, i principali avvenimenti che, nel corso dei secoli hanno “caratterizzato” la storia dell’umanità. Noi, quali cronisti indiscreti, siamo riusciti a scartabellare tra i suoi appunti e ne abbiamo ricavato alcune “chicche” che puntualmente vi documentiamo:


- In primo luogo, la scoperta dell’America: secondo lo storico revisionista Beppe Grillo, la scoperta dell’America non si deve ne’ a Cristoforo Colombo ne’ ad Amerigo Vespucci, ma a un tal commercialista di Genova che, per sfuggire alle grinfie di “Equigenova”, anche allora particolarmente esosa nei confronti dei genovesi, notoriamente assai parsimoniosi, si avventurò per mare alla ricerca di un qualche paradiso fiscale. Approdò nelle Americhe e, verificato che non esisteva tra gli indigeni alcuna forma di tassazione, esclamò a gran voce: “EVVIVA L’AMERICA!” e nacque, in tal modo, il sogno americano…


- Poi il nostro studioso rivede anche la storia dei nostri antichi progenitori: i Romani. In particolare, la morte di Giulio Cesare non fu dovuta alle pugnalate del figlio adottivo Giunio Bruto, ma ad un liberto, figlio di una prostituta, tenutaria di un bordello, che il divino Cesare non disdegnava di frequentare. Costui, un giorno, accecato dall’ira perché l’Imperatore gratificava sovente la madre del suo augusto amplesso, ma si dimenticava regolarmente di passare alla cassa, gestita da lui, lo colpì ripetutamente con un pugnale. Da qui la famosa frase attribuita a Giulio Cesare e passata alla storia che, nella interpretazione grillina, recita così:”Quoque tu, brutto figlio di puttana”. Mai frase fu più appropriata.


- Infine, il Grande Corso, Napoleone Bonaparte, così chiamato dai suoi conterranei, per la nascita nella città di Aiaccio, in Corsica. In realtà, un accurato studio del nostro storico ha stabilito, senza ombra di dubbio, che Napoleone non era chiamato il Grande Corso, ma “Il Grande Corto”, con una chiara allusione alla sua non eccelsa statura. E questa cosa, che lui viveva quasi come un dramma, sembra sia stata alla base del suo desiderio di conquista e di espansionismo europeo. Per primo, pertanto, lo storico Grillo ha reinterpretato in chiave psicoanalitica la vicenda napoleonica e le “pulsioni interne” che agitarono il grande condottiero e ne condizionarono e determinarono le scelte militari.


Ordunque, l’insigne studioso Beppe Grillo è partito da Pierluigi Bersani per arrivare a Napoleone Bonaparte, ma è compito della storiografia più recente reinterpretare i fatti alla luce dei più moderni sistemi d’indagine e collocarli “al posto che loro compete”.(r.g.)

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