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Charlot

Pubblicato martedì 19 agosto 2014 alle 21:54:53 - By Jorge Canifa Alves

Passo barcollante, alla Charlot!
Un po' di quà un po' di là... ecco perché gli avevo messo il nome del personaggio interpretato da Chaplin.


Ho questo ricordo... cinque o sei passi rapidi e poi caduta su di un lato... poi Charlot si rialzava e riprendeva con i suoi cinque o sei passetti... ! Mi preoccupavo e ogni volta pensavo che si sarebbe rotto una zampa prima o poi... mia nonna Isabella sorrideva e accarezzandomi la testa mi diceva: " tutte le papere camminano in questo modo buffo!"


I miei cuginetti, quando non c'era mia nonna, ridevano e dicevano che era zoppo e che prima o poi sarebbe finito nel forno... Io prendevo Charlot tra le mie braccia e scappavo lontano da loro, lontano dal forno che mi faceva una tremenda paura.

 

 

- Mi hai sentito?

 - Cosa?

 - Il forno, puoi chiudermelo, per favore?

- Sì, certo, certo! Ero sovrapensiero!!!


Ma perché? Come sono finito in quel ricordo? Ah già, la papera di quello scemo del villaggio che ha detto che alcuni giocatori africani, prima di diventare quello che sono attualmente, mangiavano banane... poverino non ha collegato il cervello con la bocca prima di parlare!!


Se penso che stiamo nel terzo millennio, e che c'è ancora qualcuno che fa certi scivoloni sulle bucce di banane chapliniane, mi vien da sorridere pensando che siamo sbarcati sulla luna pur senza aver sviluppato troppo il cervello... cinque o sei passi e poi... si può ricadere nello strapiombo... altro che sorridere!

Mi fa sbellicare dal ridere!!! Non riesco a trattenermi... mia moglie mi viene dietro, pensando che stia ridendo per la trasmissione di "papere" che stiamo vedendo in TV... Chiudo il forno, e mi siedo accanto a mio figlio... anche lui ride, ma senza capire... ha solo dodici mesi!


Ridiamo tutti e tre! Mio figlio ride pur non riuscendo a vedere papere in giro... non riesce a vedere il diverso nel mondo e il suo è un sorriso genuino, come quello di mia nonna mentre mi spiegava il passo naturale di Charlot!


Mia moglie ride davanti a tutti quegli scivoloni, cadute... a quelle persone che fanno qualcosa di diverso dal "normale", da quello che un "normale" essere umano farebbe nella stessa situazione, e che lo porta a compiere quel "errore" che provoca la caduta, lo scivolone, il dolore nel suo caso, la risata nel caso dello spettatore che inconsciamente penserà: "meglio a lui che a me!"... mentre ride, forse, pensa a qualche scena di qualche film muto dove lo scivolone non mancava mai... forse ride, mia moglie solo, solo per tenermi dietro.
Io rido con le lacrime agli occhi... poverino! Forse dovrebbe mangiare una banana... gli farebbe sicuramente bene al cervello e non farebbe più battute tanto idiote!

 

Alla fine la trasmissione di papere è terminata e mia moglie ha messo un canale strano dove trasmettevano un programma che mostrava come si costruisce una sedia a rotelle... ho smesso di ridere e sono passato a pensare a cose serie nel mondo!


Non so perché, ma anche questa mattina mi sono alzato con Charlot in testa! Non mi faceva ridere affatto la sua camminata e tantomeno le sue cadute... le papere non mi fanno ridere, forse è tutto legato a quel frammento emozionale della mia infanzia... forse non sono normale, ma bisogna essere normali per ridere delle disgrazie altrui?
  - Porcaccia la miseria! Mi fa scompisciare dal ridere... come fai a non ridere!
  - E' caduto! si sarà fatto male, no? Dovrei ridere di cosa? Del fatto che è scivolato su di una merda di cane, di quella merda del suo padrone incivile che... che... che... di cosa? Spiegamelo!!!
Il mio collega mi ha guardato, come si guarda uno scemo, come si guarda uno diverso... ha smesso di ridere, mi ha detto che la cosa era divertente, e che tutti ridevano anche senza farsi vedere, punto!
Che strana la società?
Tutti hanno riso di Charlot, nessuno si è avvicinato per accertarsi che tutto andasse bene! Se avesse bisogno di un aiuto!!! Noooo, tutti a ridere!!!
Charlot continua con i suoi cinque o sei passi e caduta ma... probabilmente non finirà mai nel forno, spiegherà le sue ali, volerà lontano e ridacchiando canticchierà tra sé:"Non saprò camminare ma... tu non sai volare".

 

Jorge Canifa Alves

I vostri commenti...

Postato da Bem :: venerdì, 05 settembre 2014 - 14:56:20

A chi lo dici... io da piccolo non riuscivo neanche a rompere i mattoni per paura che soffrissero... ^^

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