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La tragica favola del principe Metal Meccanico

Pubblicato mercoledì 11 maggio 2016 alle 15:16:58 - By Lorenzo Zaccaria

Storia di lavoratori e di tiranni...

 

Vignetta di Dario Di Simone

 

Si narra che tanto tempo fa vi fu un giovane principe chiamato Metal per via della coraggiosa tempra da guerriero che lo contraddistingueva. Egli apparteneva all'antica nobile famiglia dei Meccanico, fieri feudatari del re Cesare Democratico.


Il giovane principe amava vagare per le terre della sua casata compiendo nobili azioni proprie soltanto di grandi cavalieri quali lui era e per la quale riceveva laute ricompense da parte del monarca.


Egli lo ricompensava per il valoroso servigio con un dignitoso stipendio, un mutuo dalle sue casse regie, nel caso volesse costruire un nuovo maniero, e persino una lauta pensione alla fine della sua carriera.
 

Purtroppo il re era anziano e malato e quando venne a mancare molte primavere furono macchiate dalla guerra civile fino a che non salì al trono lo scellerato Matteo De' Mieistivali, crudele ed avido rampollo di qualche famiglia di origini barbare.
 

Il giovane Metal Meccanico perse il titolo e tutto l'onore che gli veniva prima tributato ed iniziò a vagare per le terre del regno alla ricerca di un riscatto.


La leggenda narra che ancora oggi il cavaliere si aggiri per la terra degli uomini mortali chiedendo a tutti coloro che incontri se siano a conoscenza delle grandi imprese che egli compì un tempo e vaga alla ricerca di qualcuno che lo possa soddisfare. 


Tuttavia fino ad oggi nessuno lo ha più riconosciuto come quel valoroso cavaliere quale egli era ed il suo peregrinare non ha ancora trovato riposo.


Lorenzo Zaccaria

I vostri commenti...

Postato da einrix :: giovedì, 12 maggio 2016 - 00:24:16

C'era una volta un fico secco che non si rassegnava a lasciar andare i suoi semi, temendo che nascendo molti fichi, il mondo diventase un ficata. Così, è per tutti quelli che pur volendo parlare di democrazia e di giustizia, poi non sanno parlare d'altro che di principi e di re. Ricordo di un operaio, un vero tornitore che di taluni preferiva dire fossero metal-contadini. Non è tutto oro quello che luce, in terra come in cielo.

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