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“Anno 1968: l’immaginazione al potere” e poi la grande disillusione...

Pubblicato domenica 22 dicembre 2013 alle 18:56:08 - By Maria Della Miranda

 

 
Gli anni sessanta sono stati gli anni della grande illusione: ci si aspettava società più libere, creative  con, per usare uno slogan di quei tempi, “l’immaginazione al potere”. In questo periodo nascono le più varie spontanee associazioni tra cui i “figli dei fiori” che esprimevano un velleitario e pur nobile desiderio di fratellanza universale.
 
Gli anni settanta sono gli anni della grande disillusione: Jonny Logan sarcasticamente ipotizza che i figli dei fiori si siano inseriti nella società dei consumi ed ora fanno…i fiorai mentre  la “fratellanza universale” si è rivelata una pia illusione e gli ideali pacifisti si sono scontrati con la cruda realtà della guerra del Vietnam...
 
Infine, ancora una volta Jonny Logan è stato “profetico”: la generazione degli hippies, e più in generale dei baby-boomers, si è perfettamente inserita nel “sistema”, è diventata classe dirigente ed ha contribuito ad alimentare la società dei consumi a suo tempo tanto vituperata.
 

I vostri commenti...

Postato da Antonino Buccheri :: lunedì, 23 dicembre 2013 - 22:21:44

dagli ideali pacifisti, di fratellanza alle società dei consumi. Dal consumo di oggetti al consumo dell'immateriale, dell'effimero.
La digitalizzazione ha imposto, di fatto, una smaterializzazione ad ampio spettro che ha la sua attrattiva e il suo fascino.
Dai pulsanti da pigiare allo sfioramento di cristalli sempre più piacevoli e reattivi al tocco.
In mano di milioni di persone, un concentrato, solo qualche anno fa inimmaginabile, di strumentazione tecnologica; estremamente versatile e soprattutto desiderabile tanto da risultare indispensabile ai più (me compreso).
Web 2 e rete mobile hanno, intanto, modificato modalità e tessuto dei rapporti sociali. Ne bello ne brutto, solamente nuovo, un mondo nuovo (una svolta epocale).
Già noi, della generazione non nativa digitale, siamo disposti a rinunciare ad una parte più o meno consistente della nostra privacy in cambio di apparenti o reali irrinunciabili utilità.
Le generazioni più giovani semplicemente non percepiscono il problema in questi termini, non vivono la percezione della rinuncia alla propria privacy perché probabilmente il loro mondo e il mondo digitale della rete coincidono.
Il punto nodale a me sembra: la Democrazia (con tutti i suoi principi di equilibrio tra poteri) delle vecchie società potrà rimodularsi nelle nuove società-alveare della rete ?
La tentazione dei mercati e di certa politica di poter controllare in modo così capillare attraverso utili potenti terminali milioni e milioni di persone è e sarà fortissima. Quali contromisure la fragile Democrazia saprà prendere... I nostri nipoti, pronipoti ci racconteranno se e come gli ideali di fratellanza di uguaglianza e di libertà sono sopravvissuti ? Molto dipende anche da noi dalla nostra capacità di alzare le antenne, sintonizzarle e vigilare.

Buon Natale e anno nuovo
Antonino Buccheri

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Postato da Maria Della Miranda :: giovedì, 26 dicembre 2013 - 18:35:27

Quanti bei temi ha aperto!
Per quanto riguarda la “svolta epocale” alla quale assistiamo avrei delle osservazioni personali. Credo che ci troviamo nello stesso “momento storico” in cui era ad es. l’aviazione ai tempi dei fratelli Wright.

Siamo agli albori. Eppure, esistono dei grandi esperti (che si danno un sacco di arie, sanno “tutto” su come si sviluppano le realta’ sul web); in tutto il mondo esistono i corsi universitari, scuole ecc. che, a mio avviso, hanno le stesse conoscenze che avevano i meccanici della Fiat nel 1906. Infatti, una “scienza” non nasce in pochi anni. Ha bisogno di svilupparsi, di avere una “memoria storica” dove analizzare la raccolta di “ dati storici” ecc. Esiste un altro aspetto molto importante: trovare un riferimento nelle legislazioni nazionali ed internazionali. L’approccio del legislatore deve essere lo stesso che si applica alle “questioni ambientali”. Sappiamo che, se una centrale nucleare per un guasto emana radioattività, questa certamente non rispetta i confini degli stati. Per la rete è esattamente la stessa cosa. Colossi come Amazon, Facebook e altri, ad esempio, stanno creando delle “leggi” inventate da loro stessi che influenzano fortemente le decisioni ed i comportamenti di milioni di individui in tutto il mondo, plasmando a loro piacimento la giovane generazione contemporanea. Se il legislatore e gli organi di controllo non si “svegliano” e non prendono il passo con i tempi, il rischio delle speculazioni ad ogni livello è fortissimo . Oltre agli esempi che lei ha citato, ne aggiungo uno apparentemente “minore” che, secondo me, ha potenzialmente degli sviluppi molto pericolosi. I vari speculatori “altoqualificati” cercheranno di carpire tutti quei comportamenti “compulsivi” che danno dipendenza sul web per approfittare delle moltissime persone la cui personalità è influenzata esclusivamente dall’imitazione di modelli imposti.
Le faccio un esempio concreto. Amazon (sezione vendita eBook) ha inventato la categoria degli “opinionisti” che recensiscono le nuove uscite (sic!). Con la logica della “libertà per tutti” male intesa, si permette, ad esempio, ad una ragazzina in castigo nella propria cameretta, di “recensire” un’opera letteraria, decretandone il successo e le vendite. Ipotizziamo che questa stessa ragazzina, anonima e sotto l’opportuno pseudonimo, sia entrata nella lista dei “top recensori Amazon” , lei farà di tutto per salire in quella classifica che, a suo avviso, è una classifica estremamente importante. Si arriva così ai comportamenti ossessivo-compulsivi, quindi patologici.

Dall’altra parte, questa nostra conversazione è l’esempio delle meravigliose opportunità che il web ci offre.
Credo che, tra qualche anno, risolti i primi problemi e trovata la “strada giusta”, il web sarà portatore di fratellanza universale.

Nulla è perduto. Anzi. :)

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Postato da Antonino Buccheri :: lunedì, 06 gennaio 2014 - 21:53:24


Si siamo davvero appena agli albori del processo che è sempre più accelerato basta guardarsi un po indietro... Ricordo spesso a un amico d'infanzia che abbiamo avuto la sorte di passare dalla locomotiva a vapore e i lumi a petrolio (Sicilia,zona di campagna) alla posta elettronica ecc.. Un salto incredibile che pure abbiamo abbastanza bene assimilato e fatto nostro. Le stampanti 3d, per esempio, mi sembrano soprattutto per un paese ad alta sapienza artigianale come il nostro, Si siamo davvero appena agli albori del processo che è sempre più accelerato basta guardarsi un po indietro... Ricordo spesso a un amico d'infanzia che abbiamo avuto la sorte di passare dalla locomotiva a vapore e i lumi a petrolio (Sicilia,zona di campagna) alla posta elettronica ecc.. Un salto incredibile che pure abbiamo abbastanza bene assimilato e fatto nostro. Le stampanti 3d, per esempio, mi sembrano, per un paese ad alta sapienza artigianale come il nostro, una grande opportunità.
Poi saranno le prossime generazioni a vivere, com'è giusto, il nuovo corso sperando di avergli trasmesso la preziosa cultura Umanistica un buon vaccino per tutti i mali passati, presenti e futuri... Ad Majora

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Postato da Fabio :: sabato, 15 febbraio 2014 - 21:18:55

Sbaglio o questa sequenza è tratta da un fumetto inedito di Jonny Logan. Ho entrambe le serie complete e sinceramente non me la ricordo.

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Postato da Maria :: sabato, 19 aprile 2014 - 22:06:33

Ciao Fabio, la mafia non esiste :)

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