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Pubblicato mercoledì 22 gennaio 2014 alle 19:27:30 - By Maria Della Miranda

 

 

 

 

1976. Anni d’oro delle spiagge riminesi. Una folla di turisti tedeschi e scandinavi si riversava sulla riviera romagnola con la certezza di trovarvi l’ebbrezza delle atmosfere felliniane (solo pochi grandi uomini diventano anche degli “aggettivi” e il maestro ne fu compiaciuto) delle feste esagerate, il cibo che, tra tortellini, piade e cassoni è l’apoteosi della cucina italiana, e il maschio romagnolo che si dava un gran da fare per rendere memorabile il soggiorno alle signorine tedesche e scandinave con reciproca soddisfazione.

 

A chi di voi, cari lettori, ha vissuto quell’epoca pongo una domanda. Se qualcuno, in quegli anni, avesse ipotizzato che nel nuovo millennio (nella prospettiva di allora, un futuro così lontano da ambientarvi i film di fantascienza), quelle folle di turisti nelle spiagge romagnole sarebbero state composte in prevalenza dai turisti russi, voi cosa avreste detto?

 

A mio parere, nulla. Nulla, perché un’affermazione così inverosimile vi sarebbe sembrata un’autentica scemenza non degna di un vostro commento. Eppure è successo. Ormai, la Romagna è bilingue. Non c’è ristorante o esercizio commerciale che non espone la “doppia scritta” in Italiano e in Russo.

 

Quel futuro di allora, che è il nostro oggi, si è rivelato più fantasioso di qualsiasi ipotesi fantascientifica.

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