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Non penso quindi parlo

Pubblicato giovedì 21 aprile 2016 alle 11:00:39 - By Lorenzo Zaccaria

Facebook : parole in libertà...

 

Vignetta di Pietro Vanessi

 

Abbiamo creato l'internet e grazie a questo riusciamo a raggiungere qualsiasi posto e qualsiasi conoscenza in qualsiasi momento. Logicamente il miglior modo che conosciamo per utilizzare questo potere onnisciente è tagliare ogni rapporto sociale per parlare solo tramite la rete.


 A prima vista sembrerebbe il sogno di ogni cinico misantropo che si rispetti se non fosse che la rete, e non serve essere Umberto Eco per capirlo, ha illuso tutti quanti:"Siccome ho il potere di dire quello che mi pare ho il dovere di fare sapere a tutti quello che penso."


Lo vorrei dire una volta per tutte: 
NO! C'è un'alta probabilità statistica che quello che tu pensi sia soltanto il frutto di un'etichetta propagandata in fini circoli intellettuali quali l'Arena di Gilletti o lo studio della D'Urso. So perfettamente che tu hai la soluzione a tutti i problemi socio-economici mondiali dall'alto dei tuoi studi ma, ti prego, tienili per te!


Per farci un'idea di quello che internet faccia alla mente di due persone non particolarmente interessanti prendiamo ad esempio due giovani che si conoscono tramite Facebook. Lui, un secco liceale travolto dall'acme, e lei, una cozza occhialuta con una spiccata abilità nell'uso di Photoshop. Proviamo ad osservare come questi si muovano all'interno della rete, il loro habitat naturale.
 

Io vi fornirò i sottotitoli necessari alla piena comprensione della realtà.


- Mag Rolino ha messo mi piace alla tua foto
[La giovane Rosa Facile vede sul suo portale Facebook l'iniziativa di uno sconosciuto, ma lo ignora.]


- Mag Rolino ti ha inviato un messaggio
[La ragazza attende un'ora prima di visualizzare.]


- "Hey! Ciauuu, bella!!!!1! ;)"
[Passa un'altra ora prima che lei risponda poiché la giovane sente l'arcano e contorto istinto, proprio di tutti gli esemplari femmina di questa specie, di voler essere desiderata; per questo fa la remissiva.]


- "Ciao."


[Rosa Facile si dimostra disponibile pur mantenendo un certo distacco, intanto informa tutto il resto del branco, parenti, amiche ed amiche di amiche, del tentativo di approccio dell'esemplare maschio e nel giro di qualche ora la notizia viene comunicata alla casa bianca ed è di dominio pubblico.]


- "Ma lo sai che sei proprio secsi? Ciò, ho visto la foto del profilo e ti sei meritata subito il mippia."


[Per chi non è a conoscenza dei versi che questa specie utilizza per accoppiarsi il "mippia" è un gergalismo che tradotto sta per "ho apprezzato la tua foto, mi piace". Comunque il nostro maschio è pienamente caduto nella trappola tesagli dalla femmina, crede che lei abbia risposto per interesse. Lei, sorride e fa segno al maschio di consenzienza iniziando una danza animale fatta di segni ed ammiccamenti che lui tanto non comprenderà mai.]


- "Grazie :)"


- Mag Rolino ha messo mi piace, ha 84 tue foto, ha condiviso il tuo stato recente [segue data] e si è tatuato la tua immagine del profilo sulla coscia sinistra.


[La giovane Rosa Facile si attiene al rigido protocollo sociale che ogni ragazza della sua specie deve seguire, il quale possiamo riassumerlo nell'antico motto latino "ut des" (naturalmente senza "do").]


Alla fine la danza di accoppiamento farà fatica ad uscire dalla rete e trasferirsi sul piano reale, lei gli dirà della sua passione per la fotografia e per i cavalli, di quanto non sopporti i maschi superficiali e di come stia cercando uno che la sappia far ridere e lui farà finta di essere d'accordo.


Insomma nel terribile miasma dei cliché di personaggi come questi l'enorme potere della rete viene sfruttato al solo fine della gloria della mediocrità contemporanea dove tutti ci sentiamo in potere di dire tutto quello che (non) pensiamo.


Lorenzo Zaccaria

 

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