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“Il Mondo in una Vignetta” di Pietro Vanessi (PV): come difendervi dalle tasse e vivere felici e contenti

Pubblicato martedì 09 dicembre 2014 alle 15:58:21 - By Pietro Vanessi (PV)

 

satira tasse

 

Tutti vi dicono che pagare le tasse è un dovere civico a cui, seppur a malincuore, non ci possiamo sottrarre, ed è vero. Ma quando le tasse sono troppe e vi hanno ridotto sul lastrico, allora c’è qualcosa che non va e deve scattare, in tutti noi, l’istinto primario di ogni essere umano: “l’istinto di sopravvivenza” che ci induce ad attivare tutte quelle difese che ci aiutano a mantenerci in vita ed in buona salute.


Pertanto se vi arriva a casa la cartella delle tasse, rispeditela al mittente con scritto “destinatario sconosciuto”. Se Equitalia insiste e invia un ispettore presso la vostra abitazione, voi ditegli che vi trovate lì per caso, e che il padrone di casa è partito per un viaggio di piacere a Timbuctù e non sapete quando farà ritorno. Se non ci crede, allora cercate di impietosirlo e, quasi con le lacrime agli occhi, spiegategli che ormai siete poveri in canna. Anzi, non avete neppure più la canna perché ve la siete venduta per comperare un panino al salame, in un momento di grave crisi alimentare.


Se poi non si commuove al vostro straziante racconto, in ciò aiutato da una faccia che assomiglia ad un doberman, e denti aguzzi come quelli del Conte  Dracula, allora passate al contrattacco: chiedetegli quanto lui ha dichiarato al fisco, se ha pagato l’IMU, la Tari, la Tasi, la tassa sui rifiuti, la tassa sulla bonifica ambientale, la tassa sul suolo pubblico, la tassa sul pozzo artesiano, la tassa sulle affissioni, la tassa sui parcheggi, la tassa sulla illuminazione pubblica, la tassa cimiteriale e tutte le altre tasse comunali. Chiedetegli quanto guadagna e quanto del suo stipendio deve consegnare al fisco.


Se vedete che comincia a vacillare, insistete: ricordategli che in buona parte d’Europa si paga di meno, dimostrategli che, andando avanti di questo passo, anche lui, solerte funzionario del fisco, sarà ridotto come voi “in braghe di tela”. Se vi accorgete che è sull’orlo di una crisi di nervi, dategli il colpo finale e prospettategli un futuro di grande miseria e disperazione.


A questo punto è probabile che il funzionario di Equitalia, in un momento di umana solidarietà, prenda la vostra cartella delle tasse e vi stampigli sopra, a chiare lettere, “SCONOSCIUTO”. Se poi le cose non andassero così, uscite precipitosamente e raggiungete  il padrone di casa a Timbuctù, dove le tasse sono praticamente inesistenti e “vivrete felici e contenti al di fuori della portata di Equitalia”.

 

(r. g.)

 

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