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Come si cambia…

Pubblicato lunedì 13 ottobre 2014 alle 09:04:10 - By Alessandra Pelegatta


Ciascuna di noi ha in sé i germi dell’ex. È un destino inevitabile per chiunque. All’inizio, sembra tutto meraviglioso: ma non lo è.  E dovremmo saperlo bene, perché nonostante le classiche fette di salame che ricoprono fin dalla nascita i nostri occhi, c’è un meraviglioso sistema d’allarme interno che funziona perfettamente ed è a prova di stronzo: l’istinto primordiale di sopravvivenza.

Solo che, invece di assecondarlo e di identificare immediatamente i primi segnali di “ALLARME ROSSO, PIRLA IN AVVICINAMENTO”, ci guardiamo bene dall’ascoltare quella vocina che grida disperata, tanta è la speranza (vana) di redimere il vostro futuro ex-compagno.

Sapete qual è la vera differenza tra un uomo e una donna? È che fin da subito, anche se si è innamorati da poco tempo e la passione ci travolge come un’onda anomala, trascinandoci su candide spiagge di beatitudine, la femmina pensa: “Speriamo che prima o poi cambi”, mentre il maschio pensa: “Speriamo che non cambi mai”. Ecco il vero motivo per cui alla fine le coppie scoppiano.
E questa è la pietra angolare attorno a cui vanno costruite le fondamenta dei nostri rapporti. Se ci atterremo a questo semplice sillogismo, andremo incontro a meno delusioni del previsto. Quindi, se all’inizio della convivenza il nostro compagno d’avventura un giorno si avvicina e con fare minaccioso ci dice: “Cosa ci fanno questi piatti sporchi nel lavello della cucina? Non lo sai che si forma il calcare?”, non prendiamocela con lui, ma con noi stesse, perché da qualche parte, in un momento collocato al principio della relazione, questa sua attitudine alla pignoleria si era sicuramente già manifestata. E noi dovevamo semplicemente darcela a gambe.

Ma non abbiamo voluto cogliere il segnale d’allarme.

Certo che anche noi rappresentanti del sesso femminile a volte abbiamo delle esigenze eccessive. Ci innamoriamo del manovratore di gru per quel suo aspetto maschio e rude e poi pretendiamo di trasformarlo in un clone di Alessandro Baricco; ci fidanziamo con il fantasioso creativo pubblicitario, tutto marketing oriented, per poi farlo diventare un serio commercialista in grado di gestire i conti di casa manco fosse un sottosegretario al bilancio; sbaviamo per l’impiegato di banca tutto casa e sportello ma poi vogliamo farne un testosteronico biker in groppa alla sua Harley Davidson. Della serie, mai contente.

Del resto, anche gli uomini sono convinti di accoppiarsi con delle misteriose e affascinanti Greta Garbo e poi si ritrovano con la sora Lella. Non è colpa delle donne, però, se sono costrette a lavorare, crescere figli, stare dietro alla casa, cucinare, tenere i conti, andare a pagare le bollette, pulire dove neanche un filippino si azzarderebbe, lavare, stirare, fare la spesa con i pargoli appresso, finché la sera, l’unica cosa con cui desiderano andare a letto è una pillola per il mal di testa. Per un uomo, il solo fatto di avere un’occupazione più o meno stabile lo esenta da qualsiasi altro impegno familiare. Fateci caso: secondo il loro parere imparziale, i maschi lavorano più delle loro compagne, sono mediamente sempre più stanchi, inoltre guadagnano di più e di conseguenza prendono le decisioni più importanti; poi, quando si ammalano, stanno sempre peggio delle mogli (anche per un banale raffreddore, che riescono a trasformare nei sintomi dell’influenza aviaria).

Alessandra Pelegatta

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