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Scajola a Regina Coeli spera che “passi ’a nuttata”…

Pubblicato sabato 10 maggio 2014 alle 20:49:58 - By Romano Garofalo

 

Vignetta di Pierfrancesco Uva

 

Primo giorno a Regina Coeli dell’ex ministro del governo Berlusconi, Claudio Scajola, il protagonista di questa storia a lieto o cattivo fine: dipende dai punti di vista…
 
Il nostro si sveglia di buon mattino e si appresta a chiamare, come di consueto, il suo cameriere privato perché gli porti una ricca e sostanziosa colazione. Ma non ha fatto in tempo ad aprire gli occhi che nota qualcosa di strano “che succede?”, pensa tra sé…l’ex ministro, infatti, non vede più la sua bella e spaziosa camera da letto, ma uno stanzino piuttosto angusto e disadorno.
 
Un po’ allarmato si precipita alla finestra per ammirare il Colosseo, quello splendido retaggio lasciatoci dai nostri progenitori, e che tutto il mondo ci invidia. Ma di nuovo “che succede?”…il Colosseo non c’è più, è inspiegabilmente sparito. Sempre più allarmato, Scajola pensa di chiamare le forze dell’ordine perché teme che, durante la notte, qualcuno si sia fregato il prestigioso monumento, a sua insaputa…
 
Ma non fa in tempo a cercare il cellulare, che peraltro gli è stato requisito, ed ecco che arriva un secondino. Che tempismo, commenta tra sé l’ex ministro, non ho neppure telefonato e la polizia è già arrivata: devo far pervenire un encomio formale al capo della polizia, Alessandro Pansa.
 
Scajola : Senti, figliolo, dalla finestra non vedo più il Colosseo. Bisogna iniziare subito un’accurata indagine di polizia, attivare i servizi segreti, coinvolgere l’Interpool, verificare quanti spostamenti di monumenti storici sono avvenuti, nottetempo, in quest’ultimo periodo…
 
Per prima cosa nun so tu fijo, lo interrompe il secondino, borgataro verace della Garbatella, e poi cerca de nun beve alla sera, che nun lo reggi l’alcool…
 
Scajola, prima rimane sorpreso da questo frasario assai poco rispettoso, ma poi ricorre alla espressione tipica degli uomini di potere “Ti perdono, figliolo, perché non sai chi sono io…”
 
A ridaje co ‘sto fijolo, lo interrompe di nuovo il secondino,…e poi lo so bene chi sei, gran fijo di una m…
 
Il povero Scajola non sa più a che santo votarsi…il Colosseo è stato trafugato, magari dal solito tombarolo, pensa…la sua bella e spaziosa camera da letto si è notevolmente rimpicciolita e i suoi antichi e costosi mobili sono stati sostituiti con un arredamento povero e disadorno…e persino le forze dell’ordine sembra non ubbidiscano più a lui, che è anche stato, più volte, ministro …
 
A sua insaputa, durante la notte, deve essere accaduto qualcosa di grave nel Paese…forse un colpo di stato comunista… “ora chiamo il Presidente Berlusconi e chiedo a lui cosa sta succedendo: giovanotto, per favore, mettimi in contatto con il presidente Berlusconi…devo vederlo: è cosa della massima urgenza…
 
E come no, risponde con prontezza il solito secondino, così ve fate ‘na bella rimpatriata…
 
Il nostro Scajola è sempre più confuso ed interdetto. E’ ormai convinto che nel paese, a sua insaputa, sia accaduto qualcosa di grave ed inusitato ma decide, per ora, di soprassedere, limitandosi a sperare che “passi ‘a nuttata”.
 
 
Vignetta di Mario Airaghi
 

I vostri commenti...

Postato da Don Bruno :: domenica, 01 giugno 2014 - 18:51:19

Più che "cosa nostra" direi sono "cazzi nostri", nel senso peggiore del termine.

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Postato da ANNA :: domenica, 01 giugno 2014 - 18:52:00

quoto Don Bruno!!

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Postato da Francesca :: lunedì, 02 giugno 2014 - 11:19:16

Ahahahah...qui "cosa nostra" era un doppio senso...

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