Quotidiano Multimediale Interattivo di Satira politica e di costume. Registrazione Tribunale di Rimini N.4 del 20 maggio 2014. Direttore responsabile: Romano Garofalo - martedì 07 luglio 2020
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Tremate, onorevoli: è arrivato il “Vendicator Scortese”

Pubblicato domenica 22 dicembre 2013 alle 18:44:48 - By Romano Garofalo

 

 
Testi e sceneggiatura Romano Garofalo - Disegni di Leone Cimpellin
 
La Corte Costituzionale ha definito “illegale” il finanziamento pubblico ai partiti. Dopo anni di allegri intrallazzi, con un uso disinvolto dei soldi pubblici da parte dei partiti, la corte se n’è accorta solo ora. Dopoché un referendum aveva decretato l’abolizione del finanziamento ai partiti, ed era stato reintrodotto con un “espediente truffaldino” (rimborsi elettorali) degno, per esser buoni, del dottor Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, la Corte se n’è accorta solo ora. Meglio tardi che mai... In ogni caso, panico a Palazzo Madama ed a Montecitorio dove deputati e senatori, terrorizzati di dover cacciar fuori di tasca loro il maltolto, danno vita a scene di “straziante disperazione” che non lasciano insensibili i folli e i savi.
 
Ognuno, poi, sta affinando una sua personale strategia per catturare la pubblica solidarietà. Alcuni parlamentari, per dimostrare di essere poveri in canna, si sono messi all’angolo del portone di Montecitorio, con cappello in mano, per chiedere a passanti compassionevoli un obolo per il “parlamentare indigente”, ma sono stati inseguiti da alcuni cassintegrati e disoccupati tutt’altro che amichevoli...
 
L’ex ministro Brunetta va in giro per il Palazzo a fare, con insistenza, la sua classica domanda che ripete come un mantra puntando l’indice inquisitorio: “Ma tu quanto guadagni, ma tu quanto guadagni, ma tu quanto guadagni…?”. Tutti appaiono reticenti ed evasivi meno il senatore Razzi che lo apostrofa con la sua ben nota perentoria richiesta: ”Brunetta, fatti i cazzi tuoi!”.
 
I grillini hanno organizzato una task-force per stanare i parlamentari più reticenti ed indurli a cacciar fuori i soldi. Si è anche sparsa la voce che Beppe Grillo, il Vendicator Scortese “vendicator dei torti e raddrizzator dei dritti”, con i più svariati travestimenti si sia messo alla ricerca dei parlamentari più abbienti. C’è chi dice di averlo visto travestito da Belzebù, andare di casa in casa dei parlamentari della sua Genova, minacciando le pene dell’inferno se non avessero reso il maltolto, ma sembra che i genovesi abbiano più paura dell’agente del fisco che del diavolo per cui il ricavato è stato scarso e quasi mai in denaro: palline da ping-pong, cacciaviti in buono stato, pale da neve, attrezzature da sub un po’ antiquate ecc...
 
C’è anche chi afferma che, sull’onda di questo insuccesso, il vendicator Scortese abbia cambiato look e, travestito da Santa Klaus, sia andato per le case dei parlamentari e, invece di portar regali, prelevava quelli che trovava sotto l’albero di Natale ma, anche in questo caso, con esiti di scarso peso perché i nostri onorevoli, ammaestrati dai loro colleghi genovesi, facevano trovare a Santa Klaus: palline da ping-pong, cacciaviti in buono stato, pale da neve, attrezzature da sub un po’ antiquate ecc...
 
Pertanto, né i diavoli né i santi sono stati in grado di far scucire il grano ai parlamentari e in più, costoro, in previsione della possibile abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, sembra stiano organizzando “L’ARRAFFA DAY”. Ogni onorevole sarà autorizzato ad arraffare tutto quello che può, individualmente, e non come un gruppo strutturato ed organizzato. In tutto questo per fortuna c’è sempre la Corte Costituzionale che, magari tra una decina d’anni, definirà l’Arraffa Day illegale ed incostituzionale...
 

I vostri commenti...

Postato da Francesca :: venerdì, 27 dicembre 2013 - 13:49:28

Purtroppo, l'Arraffa Day e'gia' durato troppo a lungo...

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Postato da einrix :: sabato, 04 gennaio 2014 - 18:56:02

http://www.unita.it/italia/corte-conti-dubbi-costituzionalita-br-legge-finanziamento-ai-partiti-1.536426

Dubbi sulla legittimità costituzionale delle norme sul finanziamento pubblico ai partiti. A esprimerli è il procuratore regionale del Lazio della Corte dei Conti Angelo Raffaele De Dominicis che, nell'ambito del processo per danno erariale aperto nei confronti dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, ha chiesto alla sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti di «dichiarare rilevante e non manifestamente infondata» la questione di legittimità, inviando gli atti alla Consulta.

Per De Dominicis, le leggi varate tra il 1997 e il 2012 «in aperto contrasto con l'articolo 75 della Costituzione si manifestano non solo elusive e manipolative della volontà popolare», poichè le disposizioni abrogate con referendum nel 1993 «sono state ripristinate con camuffamento e al gran completo nel 1997». Con la legge 'mille proroghè del 2006, poi, rileva il procuratore, «il finanziamento alla politica, ancorchè negato dal corpo elettorale, è stato 'magnanimamentè esteso all'intero quinquennio del mandato parlamentare, anche a prescindere dalla durata effettiva della legislatura». Le norme sul finanziamento ai partiti, secondo il procuratore regionale del Lazio, violerebbero anche gli articoli 3, 49 e 81 della Costituzione.

Art. 75
E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di
una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono
cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di
indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la
Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione
la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti
validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,
che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 49
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con
metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Art. 81
Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati
dal Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e
per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e
nuove spese.
Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per
farvi fronte.
xxxxxxxxxxxxx
Detta così non è proprio chiara la ragione costituzionale per cui il procuratore regionale del Lazio della Corte dei Conti Angelo Raffaele De Dominicis chiede alla sua giurisdizione di sollevare questione di legittimità presoo la Consulta.

E qui si scrive "La Corte Costituzionale ha definito “illegale” il finanziamento pubblico ai partiti". Sarebbe interessante leggere lo stralcio di quella sentenza, se mai esiste, per capire di cosa si parla. Non vorrei scoprire che sotto a questo polverone non ci sia null'altro che la "pancia" di cittadini che di queste cose ne parlano, non a caso, ma sobillati da chi trova la politica troppo scomoda e di intralcio per i propri interessi.

La democrazia ha dei costi, perché chi ti rappresenta non può farlo gratis come tu non fai assolutamente nulla di gratis per il tuo prossimo. E senza costi la democrazia rappresentativa sparisce, e viene sostituita da funzionari di un governo che prendono in mano la gestione del paese come si usa fare nei regimi dittatoriali. Tanto meno può parlare di questi temi, dei costi della politica, chi guadagni cinque milioni di euro l'anno - che fanno quasi tredicimila e rotti euro al giorno. Anche quei soldi vengono sottratti a chi lavora e a chi investe nelle attività produttive. Il "ma sono soldi suoi" non mi convince per niente: se si parla di soldi di qualcuno, allora si deve parlare dei soldi di tutti, e entrano nel conto anche quelli improduttivi di chi fa spettacolo con la politica. E poi, chi crede che sia uno scemetto di vendicator cortese, il deus ex macchina, non si accorge che ben dietro di lui, le onde possenti di quella propaganda, le muovono quelli che vogliono indebbolire lo stato, proprio nel momento che diventa contendibile anche per classi sociali che un tempo venivano tenute alla stanga. Sono giornali come il Corriere della Sera e simili, il vero motore di quella diffamazione continua che ha per fine quello di creare una frattura tra i cittadini che sono i depositari dei diritti democratici e le istituzioni che ne sono l'espressione. E ci sono riusciti benissimo se proprio le categorie che più hanno da temere dalla disgregazione dello stato democratico e sociale, sono quelle che spingono per soluzioni che sono nient'altro che la loro stessa nullificazione.

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Postato da einrix :: sabato, 04 gennaio 2014 - 19:00:12

mi scuso per qualche errore di stompa, che non posso correggere.

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Postato da Francesca :: domenica, 05 gennaio 2014 - 21:56:56

A molti grandi “sogni politici” affiorati nel corso dei secoli e mai realizzati, i posteri hanno affibbiato l’aggettivo “utopia”.

La Carta Costituzionale di uno stato tutto deve essere fuorché utopia, e invece, leggendo l’articolo tre che hai citato, mi sembra davvero che siamo nel mondo dei sogni e delle utopie...sigh…sigh…:(

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