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Le voci bianche di Papa Sisto V…ovvero “la nostalgia di un tempo che fu”…

Pubblicato lunedì 24 luglio 2017 alle 14:26:26 - By Mario Airaghi

 Le voci bianche di Papa Sisto V…ovvero “la nostalgia di un tempo che fu”…

 

Vignetta di Mario Airaghi

 

A proposito delle violenze sui bambini del Coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona, abbiamo fatto una breve ricerca e abbiamo scoperto che ai bambini dei secoli passati andava, se possibile, anche peggio…


Infatti nell’anno Domini 1588, Papa Sisto V vietò alle donne di esibirsi in teatro, inducendo molti maschi alla castrazione per la sostituzione delle figure femminili: nascono così le voci bianche.


Subita l'operazione, verso gli otto anni gli evirati acquisivano una modifica della voce con caratteri squisitamente femminili.


Poiché a questi cantori evirati era proibito il matrimonio, si dice che uno di loro presentasse a un altro Papa, Innocenzo XI, una supplica per ottenere il permesso di prendere moglie, con la giustificazione che l'operazione era stata eseguita male.


Il Pontefice accettò la supplica, ma solo in parte. In margine alla domanda annotò: "Che si castri meglio".


A un certo punto a Roma circolò questo anonimo sonetto, degno del poeta satirico romano Giuseppe Belli:


«Sarà dunque permesso alli villani
nello Stato Papale, impunemente
di castrar i lor figli empiamente
acciò strillin cantando in modo strano?


Che si castrino i gatti oppure i cani,
un cavallo, un somar, non dico niente,
mai i figlioli, per Cristo Onnipotente,
ah! son padri assai crudi e inumani!


E Roma soffrirà che nei suoi Stati
un mutilato attor dei più bricconi
funga la donna a spasso dei Prelati?


Ma se i Prelati vogliono esser buoni
castrin piuttosto gli altri Porporati
ché il Collegio sarà senza coglioni!»"

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