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Lo Stato non siamo noi…

Pubblicato mercoledì 07 maggio 2014 alle 19:40:44 - By Romano Garofalo

 

 

Vignetta di Mario Airaghi

 

Chiunque abbia ascoltato un professore di scuola media spiegare che cosa sia lo stato ai suoi giovani allievi, avrà forse sentito il bravo professore sintetizzare con queste parole chiare e comprensibili: “Lo Stato siamo noi”. 
 
Con questa breve frase il nostro insegnante intendeva inculcare nei suoi studenti l’idea che lo stato è costituito da un insieme di individui, ognuno dei quali riassume in sé diritti, doveri e responsabilità.
 
Questa assunzione di responsabilità è certamente alla base di qualsiasi aggregazione sociale, “lo Stato” per l’appunto, in cui ciascuno di noi deve farsi carico, per la sua parte, della cosa pubblica, ma Gennarino, studente napoletano sveglio e riflessivo, questa cosa non l’ha mica poi tanto capita…
 
“Ma come, professore, io sarei responsabile della trattativa Stato – Mafia, delle Stato corrotto e corruttore, dello Stato – impunità per i rei e giustizia negata per gli offesi, dello Stato  dei cosiddetti poteri forti e prevaricatori, dello Stato e il degrado ambientale, dello Stato clientelare, dello Stato che non premia il merito, dello Stato e i servizi deviati, dello Stato debole con i forti e forte con i deboli, dello Stato indifferente verso le minoranze che voce non hanno”.
 
Non confondiamo le idee al povero Gennarino, caro professore. Lo Stato non siamo noi che, per dirla con il celebre Marchese Del Grillo “non contiamo un cazzo” anche se, subdolamente, i detentori del potere ci vogliono far credere che, attraverso il voto, siamo “arbitri del nostro destino”.
 
Lo stato sono Loro, i politici che imperversano in TV inondandoci di parole per i propri motivi personali ed elettorali, i Marchionne, le logge segrete, l’Opus Dei, i banchieri e i vari boiardi di Stato. Pertanto, anche se in buona fede, caro professore, non racconti più a Gennarino che lo Stato “è anche lui”. Non è giusto ne corretto caricarlo di siffatta responsabilità. Forse, quando questo Paese sarà finalmente una “vera democrazia”, se ne può riparlare con il nostro Gennarino…(r.g.)
 

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